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Company Visit allo Studio “Fornari e Associati”: uno sguardo concreto sul penalista del 2025 e sulle nuove frontiere dei cybercrimes

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Mercoledì 26 novembre l’associazione Keiron – La Casa del Penalista ha avuto l’opportunità di essere ospitata dallo studio legale Fornari e Associati, realtà di riferimento nel panorama del diritto penale d’impresa. La visita si è articolata in due momenti distinti ma complementari: una prima fase di dialogo con i professionisti e una seconda, dedicata all’approfondimento tecnico di un caso pratico in materia di cybercrime.

 

Gli studenti sono stati accolti dall’Avv. Giuseppe Fornari, partner e fondatore dello studio, insieme ai partner Enrico Di Fiorino, Emanuele Angiuli e Lorena Morrone. Fin da subito è stato instaurato un clima di confronto aperto e stimolante in cui gli studenti hanno potuto porre domande, condividere curiosità e osservazioni, permettendo un dibattito vivo sul ruolo del penalista societario nel 2025.

 

Durante la visita sono emersi temi centrali riguardanti la professione: dall’origine della passione per il diritto penale alla gestione dei casi più significativi della carriera, fino al delicato equilibrio tra dovere difensivo, etica personale e responsabilità sociale dell’avvocato. È stato un confronto che ha restituito un’immagine attuale della professione, sempre più impegnata nel coniugare competenze tecnico-giuridiche con una crescente sensibilità verso fenomeni nuovi e complessi.

 

Cybercrimes e responsabilità penale dell’agente elettronico

La seconda parte della visita si è svolta con un approfondimento, permettendo agli studenti di riflettere suuna delle sfide più attuali del diritto penale: la responsabilità connessa ai reati informatici. I professionisti hanno presentato un caso concreto in cui un contenuto diffamatorio veniva diffuso non da un soggetto umano, bensì da un dispositivo elettronico.

L’analisi ha condotto a una conclusione di rilievo sul piano tecnico-giuridico: in assenza di condotta umana, non è integrato l’elemento oggettivo del reato di diffamazione, mancando il requisito dell’azione volontaria e cosciente. Il caso ha stimolato la riflessione sul rapporto fra tecnologia, automatismi e principi fondamentali del diritto penale, in particolare sul principio di personalità della responsabilità penale (art. 27 Cost.).

Il dibattito ha sottolineato come l’evoluzione degli strumenti digitali richieda un costante aggiornamento interpretativo, affinché l’ordinamento possa rispondere efficacemente alle nuove modalità di offesa.

 

La tutela della riservatezza nella diffusione di atti processuali: tra legge e informazione giornalistica

Inoltre, è stato analizzato un ulteriore profilo delicato: la pubblicazione illecita di atti giudiziari. Sono stati richiamati due articoli centrali della disciplina:

• Art. 684 c.p., che punisce con arresto fino a 30 giorni o ammenda chiunque pubblichi, anche per riassunto, atti o documenti di un procedimento penale la cui pubblicazione è vietata;

• Art. 114, comma 6-ter c.p.p., che vieta la pubblicazione delle ordinanze applicative di misure cautelari personali fino alla conclusione delle indagini preliminari o dell’udienza preliminare.

 

La discussione si è concentrata sull’efficacia di tali norme nella tutela della riservatezza, soprattutto alla luce del ruolo dei media. Da un lato, il codice mira a proteggere la dignità dell’indagato e la genuinità dell’azione giudiziaria; dall’altro, l’interesse giornalistico all’informazione porta talvolta a una diffusione anticipata eimpropria di informazioni processuali.

Contestualmente a questo tema è stato presentato un caso pratico che ha consentito di evidenziare la persistente tensione tra diritto alla riservatezza e libertà di stampa, questione che continua a interpellare dottrina e giurisprudenza e che conferma la complessità del rapporto tra giustizia penale e opinione pubblica.

 

L’associazione ringrazia lo studio per l’ospitalità e l’opportunità fornita agli studenti. La visita ha permesso di approfondire questioni cruciali nel moderno diritto penale e di comprendere come il ruolo e l’azione degli avvocati si relazioni con l’avvento delle nuove tecnologie.

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